3.
I MODELLI DIDATTICI
li
operatori nel campo della formazione hanno la necessità
di usufruire di una vasta gamma di soluzioni flessibili
da utilizzare in base alle esigenze di formazione specifiche,
a seconda dei bisogni formativi e del rapporto efficacia
efficienza.
L’analisi
di tali elementi consente generalmente la possibilità
di scegliere tra soluzioni:
1.
Completamente a distanza (distance learning);
2. In modalità mista (blended learning);
3. A supporto delle attività formative tradizionali,
fornendo un’area di accesso ai materiali pubblicati
on line (didattica web enhanced ).
Distance
learning
La formazione avviene totalmente a distanza. In questo contesto
l’intervento dei tutor e la collaborazione con gli altri
studenti acquistano una particolare rilevanza, pertanto occorre
prevedere un insieme di strumenti a supporto di queste attività:
1.
Strumenti di assistenza didattica, organizzativa e tecnica
(messaggistica e annunci, più o meno articolati);
2.
Sistemi di comunicazione asincrona e sincrona quali:
• Mailing;
• Forum;
• Chat;
• Lavagna condivisa;
• Video conferenza;
• Un’area per la condivisione dei documenti;
3.
Funzionalità quali l’Agenda e la Rubrica per
facilitare il coordinamento di attività di gruppo.
Blended
Learning
Le attività corsuali sono previste in parte in aula
e in parte a distanza. Per tale motivo le funzioni di assistenza
risultano meno importanti, ma comunque utili per sostenere
la classe anche nei momenti di autoistruzione e lavoro collaborativo
e per dare continuità alla attività di formazione.
A
seconda del livello di interazione che si desidera stabilire
tra gli studenti e tra studenti e docente/tutor, cambierà
la rilevanza dei sistemi di comunicazione.
Didattica
web enhanced
In questo caso si prevede la messa a disposizione un’area
comune da cui visualizzare e scaricare risorse di vario genere.
È da considerare uno strumento secondario e di semplice
supporto alla formazione tradizionale, che rimane comunque
in primo piano.
Riformanet
prevede una formazione in modalità mista (blended learning)
ovvero attraverso Internet (cioè scaricando le lezioni
in e-learning) e in presenza ovvero attraverso videoconferenza.
I docenti che organizzano le proprie lezioni (o moduli didattici)
in modalità e-learning devono interagire con il tutor
che:
- verifica l’”omogeneità” della lezione
resa disponibile dal docente con queste linee guida;
- fa da tramite con i responsabili della piattaforma e-learning
che implementano i moduli forniti dai docenti.
L’organizzazione
di ogni modulo varia a seconda degli obiettivi e della “strategia”
didattica scelta.
I
modelli di riferimento sono essenzialmente tre:
1.
Il modello didattico individuale a bassa interattività:
i docenti predispongono dei test a scelta multipla e/o delle
domande aperte (si utilizza in genere solo la posta elettronica).
Le risposte vanno inviate ai docenti e in copia al tutor che
si fa carico di avvisare di eventuali ritardi, mancati invii
eccetera.
2.
Il modello didattico assistito a media interattività
(implementato su forum): i docenti delineano una serie di
attività che richiedono un impegno qualitativo e quantitativo
maggiore (interazione con il tutor e il docente uno a molti
e utilizzo di spazi comuni di comunicazione).
I
docenti svolgono le seguenti attività:
a. presentano un caso o un problema;
b. interagiscono con i corsisti proponendo alcuni quesiti;
c. invitano i discenti a consultare documenti utili a comprendere
il contesto del problema;
d. chiedono ai corsisti di completare degli schemi o delle
mappe;
e. propongono una riflessione critica su temi trasversali
alle lezioni;
f. attivano una discussione su un tema da loro specificato;
g. concludono la lezione proponendo un’esercitazione
guidata.
3.
modello didattico collaborativo/cooperativo ad alta interattività:
i docenti organizzano con il tutor il lavoro di gruppo dei
corsisti avvalendosi di metodologie collaborative o cooperative.